Esiste una precisione quasi matematica nel meccanismo della risata, un’architettura perfetta che sfida i secoli. Lo hanno scoperto i nostri studenti assistendo alla messa in scena dell’Aulularia di Plauto, un’opera che trasforma l’avarizia di Euclione in uno studio antropologico di sorprendente modernità .
Per un liceo scientifico come lo Scacchi, il confronto con il teatro antico non è un semplice omaggio alla tradizione, ma un esercizio di analisi e rigore. Studiare il latino significa allenare la mente a decifrare strutture complesse, ricercando in quel patrimonio della commedia romana le radici di una logica che è alla base del pensiero occidentale. In queste pagine, e oggi su quel palcoscenico, la parola si fa strumento di indagine, dimostrando che non esiste vera innovazione senza la comprensione profonda dell’uomo e delle sue immutabili dinamiche.
Questa immersione nella cultura latina ha visto la partecipazione attiva di un’ampia rappresentanza della nostra comunità scolastica: dalla 1^B guidata dal Prof. Alessandro Crispino, alle seconde classi con la 2^A della Prof.ssa Daniela Ippolito, la 2^B della Prof.ssa Alessandra Bolognese e la 2^C della Prof.ssa Annamaria Marino. Il percorso è proseguito con le terze classi, che hanno visto coinvolte la 3^A con la Prof.ssa Filomena Paradiso, la 3^C con la Prof.ssa Amalia Laila Roberto, la 3^D con la Prof.ssa Vittoria Frega, la 3^E con la Prof.ssa Anna Pellicoro, la 3^F con la Prof.ssa Francesca Brancaleone, la 3^H con il Prof. Armando Aufiero e la 3^I con la Prof.ssa Loredana Difonzo.
Allo Scacchi, il latino resta un presidio di intelligenza e sensibilitĂ , un ponte necessario tra il rigore della scienza e l’eterna bellezza della parola teatrale.







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