C’è una sacralitĂ laica che abita il silenzio, quella vibrazione sottile che si avverte quando il sapere smette di essere nozione e si trasforma in destino. Stamattina, nell’Aula Immersiva “Prosper Chartroux”, non abbiamo assistito a una semplice conferenza; abbiamo partecipato a un rito di consapevolezza collettiva.
L’incontro, introdotto dalla Dirigente Scolastica, la Prof.ssa Chiara Conte, che ha delineato l’alto valore civico di questa giornata, ha visto il Liceo Scacchi trasformarsi in un crocevia tra l’antico e l’universale.
Il Prof. Renato Angeloni e il Prof. Francesco Rotondo, entrambi docenti dell’UniversitĂ Politecnica delle Marche, ci hanno condotti, con il rigore dello studioso e l’ardore dello scopritore, tra le pietre parlanti della Basilica di Vitruvio a Fano. Non è stata archeologia del reperto, ma una riscoperta dell’umano: rintracciare le proporzioni dell’armonia classica significa, in fondo, ritrovare il centro della nostra identitĂ . Insieme hanno dimostrato come il territorio non sia uno spazio da occupare, ma un palinsesto di civiltĂ che richiede cura, metodo e lungimiranza.
Il Prof. Francesco Perchinunno ha saputo restituire all’Articolo 9 della nostra Carta il suo respiro più autentico. La Costituzione non è apparsa come un freddo codice, ma come un’architettura civile: un ponte teso tra le generazioni dove la tutela diventa il supremo atto di libertà . Proteggere il bello non è un vezzo estetico, è un dovere verso la storia.
E in questo presidio di legalitĂ , la presenza dei Carabinieri del Nucleo TPC, l’App. Sc. Raffaele Zivolo e il Lgt. Domenico Laterza, ha rappresentato il braccio operativo dello Stato che si inchina alla cultura. Vederli tra i banchi è stato il segno tangibile che la bellezza ha i suoi custodi, pronti a difendere quel “bene comune” che costituisce la nostra sola, vera ricchezza.
La riuscita di questa mattinata risiede nella volontĂ di unire fili diversi in un unico ordito: la scoperta scientifica, il dettato costituzionale e la tutela del territorio. Un’intuizione progettuale che ha trovato nella cura e nel coordinamento del Prof. Alessandro Crispino la sintesi necessaria per trasformare una mattinata di scuola in un’esperienza di autentica appartenenza civile.
Ma la vera meraviglia risiedeva negli sguardi degli studenti. In un’aula gremita, dove l’entusiasmo dei giovani si fondeva all’esperienza dei docenti, il silenzio era talmente denso da farsi sostanza. Le loro domande — profonde, acute, mai scontate — hanno dimostrato che le nuove generazioni sono fiaccole pronte a ricevere il testimone. Hanno interrogato il passato con la fierezza di chi sa di essere, da oggi, il legittimo custode di un’ereditĂ millenaria.
Custodire non è conservare la cenere, ma alimentare il fuoco. Stamattina, allo Scacchi, quel fuoco ha brillato con forza.











































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