Esistono momenti in cui la scuola valica i propri confini per farsi vita e la cultura smette di essere nozione per farsi respiro condiviso. Le recenti Giornate FAI di Primavera hanno offerto agli studenti del nostro Liceo un palcoscenico d’eccezione, il Teatro Margherita, ma il vero spettacolo è stato vederli abitare quel luogo con la grazia e la solennità di chi ne ha compreso l’anima profondamente.
Il progetto, coordinato dal Prof. Alessandro Crispino, ha permesso di osservare da vicino un miracolo che si rinnova: la metamorfosi dei ragazzi. C’è una bellezza sottile nel veder nascere un giovane “Cicerone”: quel primo istante di tensione, il timore reverenziale verso l’architettura e il pubblico, che d’un tratto si scioglie in un sorriso fiero. È in quel passaggio dall’esitazione all’eloquio fluido, alla padronanza del sapere, che si compie il senso più autentico del lavoro educativo. Turno dopo turno, gli studenti hanno preso possesso della parola, trasformando la preparazione in narrazione e la competenza in pura passione.
Questo racconto corale è stato il frutto dell’impegno di undici classi che si sono alternate in una vera e propria staffetta di civiltà. Fondamentale è stato il supporto dei docenti che hanno condiviso ogni passo di questa maratona: un ringraziamento particolare va ai professori Brancaleone, D’Angelo, Paradiso, Petrera, Pagnelli, Castello, Monticelli e Aufiero, custodi instancabili del percorso didattico per le classi: 1^A, 1^B, 2^A, 2^B, 2^C, 2^L, 3^D, 4^B, 4^E, 4^G, 5^C.
Intorno ai ragazzi si è respirata l’emozione composta dei genitori, la meraviglia dei nonni e il sostegno degli amici. Al termine di una giornata faticosa, resta la consapevolezza di quanto sia nobile il mestiere di restare accanto ai giovani. Vedere gli studenti così vicini all’Arte ricorda che la scuola migliore è quella fatta di rigore, collaborazione e di sguardi rivolti al domani.
Tra gli stucchi del Margherita e l’orizzonte del mare di Bari, non si è celebrato solo un monumento; si è visto fiorire il futuro. È stata, nel senso più vero, una giornata di PRIMAVERA.






































































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