Ci sono cammini capaci di trasformare la conoscenza in esperienza viva, e la memoria in orizzonte futuro. Si è concluso il viaggio di studio e orientamento formativo che ha condotto gli studenti delle classi 1ªA e 1ªB alla scoperta delle testimonianze più fulgide della Campania Antica, sotto il coordinamento del prof. Alessandro Crispino e l’attenta guida delle proff. Francesca Brancaleone e Marisa De Bellis.
I nostri ragazzi hanno varcato le soglie del tempo, muovendosi tra le suggestioni dionisiache degli affreschi di Pompei e l’audacia ingegneristica che ancora affiora dai fondali della Baia Sommersa e dalle imponenti architetture delle Terme di Baia. Laddove il mito si fa pietra e la letteratura si fa spazio geometrico, hanno calcato l’Acropoli di Cuma — evocando il vaticinio dell’Antro della Sibilla virgiliana — per poi decodificare le trame monumentali dell’antico “Macellum” e del maestoso Anfiteatro Flavio a Pozzuoli.
Il cerchio di questa archeologia dello sguardo si è idealmente chiuso tra la millenaria Ercolano, mirabile custode dell’intimità quotidiana della civiltà romana cristallizzata dal fango vulcanico, e le sale del MANN di Napoli, dove l’austera magnificenza della Collezione Farnese e i capolavori musivi hanno dato forma visibile alle conoscenze maturate sul campo.
Non una semplice trasferta della memoria, ma un’autentica officina di Orientamento Formativo. Un’esperienza totale in cui il rigore della ricerca scientifica si è fuso con lo stupore della scoperta, confermando la missione del nostro Liceo: interrogare i secoli per offrire alle nuove generazioni le chiavi di lettura del presente e del domani.
















































































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